Cultura - 

Capolavoro fiammingo “nascosto” e restauro raccontato dal vivo: martedì a San Pancrazio un incontro a due voci

Martedì 3 febbraio alle 17 nella chiesa di San Pancrazio, appuntamento con “La Liguria di Martino”: la guida turistica abilitata Agnese Aveva presenta la chiesa, gestita da circa 50 anni dal Sovrano Militare Ordine di Malta, e la restauratrice Margherita Levoni ripercorre il restauro del 1990 del Trittico “La Trinità con San Pancrazio e San Giovanni Evangelista” di Adriaen Ysembrant. Ingresso libero

C’è una chiesa che molti cittadini conoscono di nome, ma pochi hanno davvero esplorato, e custodisce uno dei dipinti più sorprendenti che si possano incontrare in città: un’opera fiamminga dei primi anni del Cinquecento, inaspettata per qualità e presenza, conservata ancora nel luogo per cui è stata pensata. Martedì 3 febbraio alle 17, nella chiesa di San Pancrazio, va in scena un incontro “a due voci” che unisce racconto del luogo e racconto del restauro, dentro l’iniziativa “La Liguria di Martino – Tre chiese, tre opere”, pensata per far conoscere lavori prestigiosi restaurati dallo Studio Oberto e rimasti nei contesti originali.

A guidare i partecipanti nella storia e nelle particolarità di San Pancrazio sarà Agnese Aveva, guida turistica abilitata, che presenterà un edificio poco frequentato anche da chi vive in città e che da circa cinquant’anni è gestito dal Sovrano Militare Ordine di Malta. Il cuore dell’appuntamento, però, sarà il trittico che la chiesa conserva: “La Trinità con San Pancrazio e San Giovanni Evangelista”, attribuito a Adriaen Ysembrant, una delle opere fiamminghe più affascinanti presenti nella regione per questo periodo storico. A raccontare cosa significa ridare leggibilità a un’opera così e come si è intervenuti senza tradirne l’anima sarà Margherita Levoni, restauratrice, che ripercorrerà le fasi del restauro realizzato nel 1990.

L’iniziativa nasce nel centenario della nascita di Martino Oberto, fondatore dello Studio nel 1950 e ricordato dagli organizzatori come un innovatore per aver applicato con coerenza la logica del “minimo intervento”, affiancando alle pratiche tradizionali tecniche moderne e non invasive per le indagini sulle opere. Il progetto mette insieme lo Studio di Restauro Oberto e l’Associazione Guide Turistiche della Liguria, realtà che rappresenta oltre 170 professionisti abilitati e specializzati sul territorio, impegnati ogni giorno nella divulgazione del patrimonio locale. Il messaggio che accompagna la collaborazione è diretto e quasi programmatico: «Divulgazione della conoscenza dei beni artistici e culturali e presa di coscienza della necessità della loro tutela vanno di pari passo», sottolineano gli organizzatori, che dicono di essere «felici di avere avviato una proficua collaborazione».

Dopo la tappa di San Pancrazio, il percorso proseguirà il 10 febbraio alle 15 nella chiesa di San Giovanni Battista a Monterosso al Mare, dove sarà presentata la Madonna del Rosario della bottega di Luca Cambiaso, restaurata e restituita alla sua piena leggibilità. Anche in questo caso l’ingresso sarà libero, con l’idea di costruire appuntamenti in cui la bellezza non resti chiusa tra addetti ai lavori ma diventi un’esperienza accessibile, concreta, raccontata nei luoghi per cui quelle opere sono nate.


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